Qualche tempo fa dal mio libraio di fiducia ho trovato questa maglietta e ho pensato “ehi sono io!”.
Regalare libri e ricevere libri in regalo è una cosa che mi rende davvero felice. Un po’ perché per regalare un libro devi pensare alla persona che lo riceverà e immaginare cosa potrebbe piacerle. Un po’ perché è un modo per me di leggere anche tipi di libri diversi.
Da amante dei gialli e lettrice compulsiva leggo davvero tanto, ma leggere gialli vuol dire anche voler arrivare alla fine se il libro ti prende davvero bene e volerlo fare in tempi stretti. I saggi, la narrativa e tutte le altre belle cose che sono state scritte invece richiedono un livello di attenzione e di riflessione diverso, richiedono il giusto tempo per essere apprezzati.
A differenza di molte persone, leggo prevalentemente a casa, nella mia cuccia fatta da un divano super comodo che si appoggia alla libreria, una libreria immensa di oltre quattro metri di lunghezza e tre di altezza dove trovano spazio tutte le letture fatte da me e molti dei libri dei miei genitori. Oltre a quella, ho libri in cantina, in soffitta e in ogni buco libero della casa. Forse anche per quello leggo davvero bene quando sono a casa.
In viaggio invece no, anche nelle vacanze più rilassate a fatica vado oltre le poche pagine. Forse perché durante l’anno leggo davvero molto, ma preferisco osservare e vivere i viaggi senza troppi elementi di distrazione. È un po’ come fare poche foto quando ti trovi in posti bellissimi e emozionanti, perché non renderebbero nulla e perché preferisci goderteli che pensare a creare dei ricordi non spontanei.
Di recente ho scoperto la bellezza del gruppo di lettura, per anni ero indecisa se partecipare perché i libri scelti mi sembravano spesso molto lontani dai miei gusti ma non potevo sbagliarmi di più.
Per prima cosa la scoperta, ho letto libri che probabilmente mai avrei scelto e l’ho fatto con un obiettivo, una tempistica chiara. Questo mi ha aperto a nuovi mondi e mi ha anche impedito di abbandonare una lettura se non ne ero convinta perché comunque avevo preso, anche solo nella mia testa, un impegno.
La seconda scoperta è stata ascoltare altre persone, di cui non so praticamente nulla ma che condividono con me questa passione, parlare dello stesso libro che avevo appena letto e vedere come in loro abbia suscitato sensazioni completamente diverse. Dialogare su un testo mi ha fatto rivalutare più volte i libri letti, perché non mi ero presa abbastanza tempo per rifletterci o perché alcune tematiche le avevo lette in modo completamente differente.
Così anche i libri più ostici hanno un loro perché, tutti stimolano la curiosità di vedere cosa ha colpito gli altri e se assomiglia a cosa ha lasciato a me. Una nota in più, col gruppo di lettura della mia libreria indipendente del cuore stiamo leggendo molti libri che anche se scritti in anni lontani hanno un netto collegamento con l’attualità, e questo non può che arricchire il confronto.
Penso sia davvero importante leggere, io ho cominciato tardi, quando ero già uscita di casa, ma non è mai troppo tardi.