E’ finalmente marzo

Cinque anni fa scrivevo un post dal titolo E’ (ancora) marzo che iniziava così.

Oggi passeggiando per il centro nella mia ora d’aria quotidiana ho visto la primavera arrivare. I primi alberi che fioriscono con una giornata di sole come quella di oggi sono una bella botta di energia. E direi che ce n’è molto bisogno. È passato ormai un anno di convivenza con questa maledetta pandemia e la situazione non sembra minimamente vicina a una soluzione. Si aggiusta una cosa, se ne rompe un’altra, la coperta è sempre troppo corta. Viviamo in un enorme e collettivo déjà-vu che non accenna a cambiare di una virgola.

Nel frattempo, ne siamo usciti, sicuramene peggio di prima, alla faccia di tutte le dichiarazioni fatte all’epoca.

Oggi è di nuovo marzo, anzi finalmente marzo. Questo lungo e piovoso inverno finalmente se ne sta andando, le giornate si allungano e questa luce ci rimette in moto tutti.

Ma forse i tempi sono ancora più cupi, viviamo in un periodo storico che facilmente ti picchia in testa. In un periodo in cui sembra sia stata sdoganata qualsiasi forma di violenza, verbale soprattutto ma non solo. La cattiveria, la rabbia, le incazzature che vedo intorno a me forse mi fanno ancora più paura di quelle che leggo e ascolto sul mondo.

Questo buio, senza per ora una fine o qualche idea chiara sul prossimo futuro, a volte mi schiaccia, a volte non mi permette di sognare come dovremmo fare tutti. Alle persone più sensibili viene chiesto un grande sforzo per rimanere a bolla, e potrebbe essere davvero il momento di dimostrare che quello che è successo cinque anni fa, non cento ma solo cinque, ci può essere utile. Ci può servire quando parliamo con le persone che non conosciamo, perché un sorriso e un augurio di buona giornata possono fare molto. Perché non sappiamo in quale situazione personale si trovino, ma darsi sostegno anche con piccoli gesti può davvero a volte svoltare un momento di rabbia, o una giornata no. E la cosa bella è che in primis fa bene a noi.

Non voglio dire che si debba diventare tutti monaci buddisti o vivere lontani dalla realtà. Ma l’ascolto, il sorriso e il supporto anche solo con uno sguardo sono tra i pochi strumenti che abbiamo, o almeno che ho io, per dare un senso a questo momento. Per fare si che porti meno buio e più luce. Perché la primavera è in arrivo, e ci fa venire voglia di fare, di vivere appieno e godere davvero e profondamente delle piccole cose.

Circondarsi di belle persone, di persone con cui le affinità rendono tutto molto leggero e piacevole è poi la ciliegina sulla torta. Io ho la fortuna di averne trovate di importanti e di fare pezzi di vita in ottima compagnia.