Il tempismo questo sconosciuto

Il tempismo decisamente non è il mio forte, ora più che mai lo sto capendo ma non è che uno ci possa lavorare sopra più di tanto, bisogna accettarlo e organizzarsi di conseguenza. I miei programmi seguono l’anno scolastico o meglio le stagioni lavorative, che si assomigliano molto. Una volta tornata dalla Sardegna lo scorso ottobre ero stanca, stremata perché la stagione era iniziata col botto a fine marzo e proseguita no stop fino ai primi di ottobre. Soddisfatta, felice, goduta ma stanca si, con un bisogno fisico e psicologico di fare una pausa come ho sempre fatto negli ultimi anni.

Tornata a Bologna mi sono regalata una settimana di ferie in casa, che è molto bello se per mesi sei stato a contatto con tante persone sempre, tutti i giorni, 24 ore su 24. Passato un primo momento di relax ho iniziato a pianificare il nuovo anno in attesa di ripatire tra la fine di marzo e l’inizio di aprile. Ho rimesso mano a questo sito, ragionato su quali aspetti del mio lavoro mi piacevano di più e cercato di spingere per trovare collaborazioni su questi temi più che su altri che magari rendono anche nel breve medio periodo ma che non danno soddisfazioni.

Ho cercato di fare ordine con l’idea che fosse il momento giusto per investire sulla mia attività vera diciamo, quella che va oltre la stagione al mare. Nel farlo ho passato molto tempo a casa, ho iniziato a programmare nella mia testa il viaggio che avrei voluto fare dopo la stagione 2020, a cercare possibilità di workaway per conoscere e vedere posti e persone nuove senza spendere troppo e magari imparare anche lavori nuovi o ancora meglio affiancare al mio lavoro digital qualcosa di più manuale, le attività che tanto mi piacciono e che ti permettono di stare all’aria aperta.

Quando è iniziato il lockdown mi trovavo esattamente in questa fase, con la partenza per la terra sarda in avvicinamento e tante idee per la testa. Mi trovavo a casa ma non in casa, perché ogni giorno facevo lunghe passeggiate per schiarire la mente e farmi venire nuove idee godendo dell’aria aperta e del caldo che questo inverno ha portato. E all’improvviso mi sono resa conto della differenza abissale tra stare a casa e stare in casa, ho capito che forse avrei potuto usare diversamente questi mesi invernali, ho capito che il mio progetto per il prossimo autunno inverno andava completamente rivisto, è stato panico sì. Il primo giorno che sono rimasta sempre in casa senza neanche la possibilità di stare in terrazzo perché ancora faceva freschino a stare fermi all’ombra ho avuto una crisi di panico, o almeno qualcosa che ci si avvicina molto.

Piano piano grazie al confronto e al conforto di chi questa situazione la sta vivendo come me ho capito che si poteva fare, che ancora una volta era il momento di cambiare completamente i punti fermi, di concentrarsi alla ricerca di nuove opportunità amabilmente nascoste dal delirio dei primi momenti. È stata dura ma qualcosa già ne è venuto fuori, ho ricominciato a scrivere e aver voglia di farlo, per allenarmi in un momento in cui il carico di lavoro è più leggero e perché avevo voglia di raccontare quello che mi passava per la testa.

Scrivere aiuta, non importa che si decida di pubblicare le nostre parole da qualche parte né di condividerle, si può fare anche su foglietti sparsi per casa o in file che rimarranno per sempre nei nostri pc, ma è un modo piacevole di mettere nero su bianco quel che succede o una storia che vorremmo raccontare. I temi di questo blog cambieranno in futuro e tornerò a parlare di viaggi e di esperienze e sarà bellissimo.