L’ora legale in quarantena

Quando cambia l’ora di solito siamo tutti più allegri. È bello avere più luce alla sera, senti la carica della primavera che ti scalda le ossa e il cuore e che ti fa sentire più felice. Quando le giornate iniziano ad allungarsi sai che arriverà l’estate, che ci saranno mesi in cui potrai goderti più tempo fuori, berti un aperitivo al tramonto e aspettare il solstizio per vedere insieme ai tuoi amici il sole del giorno più lungo dell’anno.

Il cambio dell’ora normalmente è così ma ovviamente ora è tutto diverso. Nella mia routine giornaliera costruita volutamente per non sbroccare e smattare, verso sera c’era un momento di meditazione o di pratica yoga con una perfetta regolazione della luce, fatto apposta quando iniziava a tramontare per non avere troppo sole fuori ma allo stesso tempo per non farlo col buio. La luce che andava scemando indicava che era arrivata la sera, che un’altra giornata ero riuscita in qualche modo a costruirla e superarla in attesa di poter uscire e stare con gli amici e parenti e non sempre sola e in casa.

Avere più luce mi ha fatto un effetto stranissimo i primi giorni, diametralmente opposto alla normalità. Ho vissuto come crudeltà la vista di tanto sole, tralasciando il fatto che stia facendo delle giornate spettacolari che mai ci capiteranno ancora, come un intervento non richiesto che una volta ancora ha scombussolato i miei ritmi. Ma come ormai abbiamo capito tutti quanti e molto bene, ci si abitua a tutto e si può gestire tutto se non ti fai prendere dal panico e dallo sconforto ma ragioni e cerchi il modo migliore per te di affrontare le novità, quello che puoi seguire, quello che ti permette di gestire una quotidianità diversa e assurda.

Non vedo l’ora di poter godere di questa luce, di questo orario bellissimo guardando la natura che tanto amo, in compagnia di amici e di una buona birra ghiacciata. Probabilmente stiamo imparando a apprezzare di più quello che diamo per scontato, sicuramente questa è una bellissima opportunità da non lasciarsi scappare.

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