Il filtro quarantena e l’empatia

il filtro quarantena e l'empatia

“Famo che quello che si è detto in quarantena rimane in quarantena” dice Zerocalcare in uno degli ultimi video che potete trovare facilmente online se non li avete già visti. Perché è vero, a un certo punto usciremo, si spera anche non fra troppo e dovremo fare i conti con quello che è successo durante questo periodo. Ognuno di noi nelle diverse chat di whatsapp o nelle proprie bacheche sui social ha avuto modo di vedere cosa pensano i propri amici, quanto sono andati fuori di testa in questo periodo o come in modi diversi stanno cercando di reagire e di tenere duro. 

La mia paura è che ne escano due tipi di persone, che le vie di mezzo non ci siano più, che appartengono agli estremi. Da un lato chi è sempre stato empatico e solidale ora lo è ancora di più, cerca in ogni modo di venire in contro a chi ne ha bisogno sia aiutando nel proprio lavoro o come volontario sia limitando il disagio altrui con comportamenti virtuosi che di sti tempi non sono comunque facili da mantenere perché una giornata no ogni tanto è la cosa più normale del mondo.

Dall’altra parte ci sono quelli che mi facevano paura prima e che ora mi terrorizzano, persone che si sono trasformate in tuttologi e che hanno da controbattere a tutto e a tutti. Già questo atteggiamento non mi piace ma quel che spaventa di più è la cattiveria con cui alcune persone si esprimono, quelle che non pensano che per ogni comportamento ci sia dietro una motivazione o un’esigenza, che non chiedono il perché dato che sono troppo impegnati a giudicare a prescindere e a farlo come se fossero dio in terra e come se potessero permettersi di decidere tutto su tutti.

In questo momento è sicuramente complicato informarsi in maniera chiara, senza subire il volume infinito di notizie false o create apposta per acchiappare i click dei disperati che abboccano a tutto. Proprio per questo e perché subire passivamente non ci fa bene, non stimola il nostro cervello, sarebbe carino che occupassimo il tanto tempo a nostra disposizione a arricchire la nostra mente e a selezionare poche e chiare informazioni senza farci sommergere. Perché quando usciremo saremo sicuramente felici e distratti dalla gioia ma dentro di noi non potremo dimenticare quel che si è letto, quello che conoscenti e amici hanno detto, quanto alcune persone hanno vomitato per settimane parole brutte e giudizi su tutto. E sempre per citare Zerocalcare.. “ma non è mejo se chiedi se va tutto bene prima de rompe er cazzo?”

Torneremo a dirci le cose in faccia e non tramite una tastiera nascosti nel nostro silenzio, e sarà bellissimo se ci ricorderemo come si fa

 

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