Alla scoperta di una nuova normalità

Nel frattempo è arrivata la primavera.. a furia di stare in casa con delle bellissime giornate di sole, la voglia di passeggiare e di natura stava aumentando sempre più. La prima vera gioia da post lockdown è stata la possibilità di camminare senza giustificazioni, di passeggiare per città e parchi senza sentirsi illegali e scorretti. E' stato davvero bello e ogni giorno ho scoperto nuovi angoli di questa bellissima città in cui vivo e che non avevo mai considerato ma ora vorrei di più, non sono abituata a stare per così tanto tempo lontana dal mare e la mancanza si fa sentire.

La partenza per la Sardegna sembrava davvero complicata, tra richieste di documenti, certificati e test ma in un modo o nell’altro si è risolta, che poi hanno anche ragione a voler stare sicuri ma se gli esami che servono, quelli che funzionano davvero rendono impossibile andarci bisogna trovare un compromesso. Per cui biglietto fatto, sarà un viaggio in traghetto strano o forse non si noteranno particolari differenze, chissà, ma davvero non vedo l’ora. 

Penso anche che quest’anno sarà possibile conoscerla meglio questa terra, fare qualche gita in più per scoprire non solo il mare, anche se il bisogno di sole e sale è davvero tantissimo. Intanto il resto va avanti alla scoperta di una nuova normalità, perchè se non l’avessimo ancora capito quella di prima non andava niente niente bene nè per noi nè per il nostro pianeta. 

Questa nuova versione che pian piano si scopre e a cui si adatta ha anche i suoi pregi, perchè personalmente entrare nei negozi senza ressa o passare la metà del tempo di prima dal parrucchiere mi pare una conquista, è chiaro che si dovrebbe pensare ai negozianti, ai parrucchieri, ecc e a quanto meno possono e riusciranno a lavorare, ma qualche aspetto positivo va trovato. 

Mi preoccupa molto di più questo ritorno inevitabile (forse) alla plastica per tutto, spero davvero che almeno saremo capaci di non riempire la natura di sto schifo ma continuo a avere grossi dubbi e scarsa fiducia nel genere umano. 

Perchè in effetti ho notato che quelli più attenti agli altri e al mondo hanno guadagnato ulteriori capacità di empatia, ma c’e’ tanta gente che ne è uscita molto cattiva da questa esperienza ed è un vero peccato non aver approfittato, se così si può dire, per evolverci, per essere diversi, per vedere che effetto fa spostarsi dai nostri abituali comportamenti. 

E’ un’esperienza che ho voluto fare in tempi molto più tranquilli e ne vale assolutamente la pena, ma chissà magari qualcuno un po’ meno buono si rinverrà che la strada per la felicità è un’altra, io ci credo e lo spero.